Trattamento chirurgico dell’incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è una patologia molto comune che riguarda in egual misura sia gli uomini che le donne. Si tratta di una disfunzione complessa che può essere alleviata e curata con strumenti e modalità differenti, in base alla gravità dei sintomi riscontrati dal medico specialista.

Quali sono i sintomi dell’incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria si manifesta con perdite urinarie involontarie e generalmente improvvise. Le cause di questi rilasci d’urina possono essere provocate da stress fisici, anche di lieve intensità, come lo sforzo derivato dal sollevamento di pesi o da un semplice starnuto.

L’incontinenza urinaria è altresì una conseguenza anatomica originata da un prolasso genitale. Quando si soffre di incontinenza urinaria, il primo passo da effettuare è una visita medica specialistica da parte di un urologo. Questi, individua la malattia catalogandola sulla base della gravità dei sintomi riscontrati.

Solo dopo aver analizzato il caso specifico l’urologo può intervenire prescrivendo cicli fisioterapici tramite ginnastica pelvica, e in concomitanza proporre al paziente una cura farmacologica mirata.

Generalmente modificando lo stile di vita, il soggetto che soffre di incontinenza urinaria lieve, riesce a mantenere e controllare le perdite urinarie, ma se non dovesse riscontrare alcun beneficio, o qualora i sintomi fossero molto gravi, l’urologo deve intervenire chirurgicamente, in modo da porre definitivamente fine al problema d’incontinenza urinaria.

Incontinenza urinaria femminile, quali sono i trattamenti chirurgici?

Le donne che presentano gravi perdite d’urina involontarie possono richiedere un trattamento chirurgico di incontinenza urinaria, che permette di curare la patologia tramite un intervento definitivo.

I metodi proposti alle pazienti sono differenti e variano in base ad una serie di fattori anatomici e personali. I trattamenti chirurgici più moderni e funzionali sono realizzati con lo scopo di mantenere sospesa la vescica all’osso pubico, effettuando dei punti di sutura interni al collo vescicolare.

In alternativa a questa tipologia d’intervento chirurgico si può intervenire con l’inserimento di un sostegno o meglio definito slip pubo-vaginale, che viene posizionato sotto l’uretra. Questo elemento a forma di amaca, svolge un duplice compito, da un lato assorbe le perdite involontarie d’urina, dall’altro mantiene la vescica salda all’interno della sua posizione anatomica originaria. Quest’ultima risoluzione è meno invasiva e anche la più comune, poiché non causa danni ai tessuti coinvolti e non provoca dolore.

Trattamenti chirurgici d’incontinenza urinaria maschile

Per risolvere definitivamente il problema dell’incontinenza urinaria maschile, si può intervenire in maniera mirata e poco invasiva inserendo uno sling nell’uretra. Questo sling è decisamente flessibile ed anatomico, assicurando una guarigione completa e duratura nel tempo.

L’inserimento dello sling viene effettuato con una tecnica chirurgica mini invasiva, la sua presenza nel corpo è impercettibile. Questo accessorio agisce restringendo l’uretra nel momento di maggior sforzo, durante il sollevamento di un peso, ma anche in seguito ad uno starnuto o tosse. I materiali di cui è composto lo sling sono assolutamente compatibili con l’organismo e non presentano effetti collaterali, il suo funzionamento è totalmente autonomo. I miglioramenti nello stile di vita sono ravvisabili già dal periodo immediatamente successivo all’operazione chirurgica, in breve tempo il paziente potrà riprendere naturalmente lo svolgimento di tutte le attività quotidiana.

Il trattamento chirurgico con l’inserimento di un sling nell’uretra, viene realizzato in strutture mediche adeguate, la degenza ospedaliera prevista varia dai tre ai cinque giorni.